|
20 agosto 2009
Festareggio
partecirà domani al dibattito "Yes we Camp: protezione civile, volontariato e governo del territorio" a Reggio Emilia
19 agosto 2009
Macerie (vere)
sono a lavoro per togliere queste maledette macerie dalle strade!
l'aquila
terremoto
macerie
| inviato da michelefina il 19/8/2009 alle 17:1 | |
17 agosto 2009
Roberto Benigni
oggi ho salutato e ringraziato Roberto Benigni per aver ricordato, all'Aquila, il canto di Ulisse nell'Inferno di Dante e il diritto di urlare contro le ingiustizie subite e le promesse disattese.
2 agosto 2009
A Dario Franceschini
Caro Dario,
puoi contare sul mio sostegno e sul mio aiuto. Se ci pensi è una citazione. Sono le tue stesse parole di esordio nella telefonata che hai voluto farmi la notte del sette Aprile. Volevi vedere con i tuoi occhi L’Aquila la mattina seguente, senza il codazzo delle telecamere, senza imitare la passerella dei ministri. Poche ore dopo insieme abbiamo ascoltato il silenzio assordante dell’Aquila e di Onna e salutato i primi volontari giunti in soccorso per allestire le tendopoli. Poi hai raggiunto Roma e hai pubblicamente ripetuto l’impegno preso con noi: rendere utile il Partito Democratico nell’opera di protezione civile per superare l’emergenza con migliaia di nostri volontari e con tutti i nostri amministratori; raccontare la nostra storia denunciando le distanze tra gli annunci e la realtà; fare della ricostruzione dell’Aquila una priorità del Paese. Da quel giorno abbiamo condiviso decine di iniziative con te e con altri dirigenti nazionali del Pd. Da quel giorno sei tornato all’Aquila tante volte, sempre per noi e non per te; ci hai ascoltato e hai dato voce alle nostre denunce non urlate, alla legittima rivendicazione di diritti della nostra gente. Non una volta ti sei sottratto e non una volta ci hai lasciati soli. Ma il nostro lavoro è solo iniziato. Dovremo mantenere il solenne impegno a ricostruire L’Aquila anche quando torneremo al Governo, nella difficile situazione che erediteremo da chi ci guida oggi. Per questo dobbiamo diventare presto l’alternativa credibile che l’Italia aspetta e merita. Un Pd che non torni a perdersi nelle formule del politicismo, che non ponga limiti alla sua capacità di rappresentare i diversi interessi della società, che unisca un Paese oggi diviso. Un Pd autorevole, forte, unito al suo interno perché capace di tessere insieme le diverse sensibilità. Un Pd presente nel territorio in forme nuove, senza nostalgie. Un Pd che parli chiaro, che sia capace di autocritica non autodistruddiva, che non replichi gli schemi politici del passato, i quali hanno avuto un senso ma non hanno impedito le nostre sconfitte. Un Pd che torni a vincere ma ancor più che torni a convincere, promuovendo un’idea alternativa alla società del casting, una società solidale che c’è e che noi dobbiamo riconoscere e rappresentare. Un Pd con il coraggio di riformare il Paese con un chiaro progetto politico intorno al quale costruire alleanze sociali e politiche. Un Pd rinnovato che renda chiara la volontà di voltar pagina, chiudendo il capitolo della lunga transizione iniziata con tangentopoli nella storia politica dell’Italia.
Tutto questo io riconosco nella tua proposta politica e nel lavoro di questi ultimi difficile mesi da Segretario. Un lavoro appena iniziato da sperimentare fino in fondo. Perciò sosterrò il tuo progetto di partito e la tua rielezione alla carica di Segretario. Lo farò libero dalle correnti e dalle logiche di provenienza che, in particolare nei territori, rischiano di prevalere con l'effetto di allontanare tante possibili nuove energie. Lo farò con la mia storia, breve ed intensa, della quale sono orgoglioso. Lo farò senza alzare muri, convinto che questo confronto, come abbiamo dimostrato con il “g1000 democratico”, ci restituirà la forza che serve a L’Italia; per fare un Paese più serio e dignitoso che, sono sicuro, sarà la migliore garanzia anche per la ricostruzione dell’Aquila.
Con profonda stima, Michele Fina
congresso
pd
franceschini
l'aquila
| inviato da michelefina il 2/8/2009 alle 15:37 | |
25 luglio 2009
g1000 democratico. Il mio intervento
“g1000 democratico” L’Aquila, 25 Luglio, ore 14 Intervento
Prima di tutto chiedo un impegno solenne ai candidati alla segreteria nazionale del Partito Democratico. Un impegno unitario, una sola voce, un capitolo aggiunto alle vostre (piattaforme) che abbia le stesse parole. Io mi permetto solo di suggerirle: Ricostruiremo L’Aquila! Impegneremo ogni energia utile per uscire al più presto dall’emergenza; Denunceremo ogni giorno le bugie di un Governo il quale nei comizi stampa promette ai terremotati sacrosanti diritti che nei provvedimenti legislativi nega (come ad esempio riguardo l’esenzione dai tributi e dagli oneri previdenziali); L’Aquila è per noi una priorità, lo è oggi che siamo forza d’opposizione ma lo resterà domani quando torneremo al Governo. Viene prima L’Aquila e non il Ponte sullo stretto di Messina o ogni altra faraonica opera pubblica. Troveremo le risorse in ogni modo, anche chiedendo un contributo di solidarietà agli italiani da restituire in futuro. Non siamo qui oggi pomeriggio per discutere di terremoto. Ma la risposta a queste tragedie misura il grado della coesione interna e della dignità del Paese. Perché proprio restituire dignità all’Italia credo sia la vera missione del Pd. Proprio dell’Italia vogliamo parlare, guardandola da qui perché, siamo convinti, da qui si vede meglio che dalle torri del potere o dai salotti televisivi. Si vede meglio dall’Aquila o da un quartiere della periferia urbana, o con gli occhi di un giovane precario, o di un imprenditore che deve andare veloce come il mondo che cambia, o di un anziano nella sua solitudine. Guardarlo da qui e poi parlare del Paese che vogliamo. In questi difficili cento giorni e più ho pensato molte volte che tra tante eccezioni tragiche si potessero scorgere metafore. Per questo ho maturato delle idee che sintetizzo in nove punti e che partendo dall’Aquila vorrebbero arrivare al mondo, al Paese, al Partito democratico che vorrei. 1. Nei giorni precedenti il 6 Aprile era in discussione un “piano casa” che, tra le altre cose, prevedeva deroghe ai vincoli sismici. Come era prevedibile, subito dopo, da parte del Governo, c’è stata un’immediata marcia indietro. Da queste parti oggi non servono più tante campagne di sensibilizzazione per convincerci della necessità di ripensare una città moderna: chiare regole antisismiche nelle costruzioni e studio attento del territorio e più ancora: efficienza energetica degli edifici, corretta gestione dei rifiuti e dell’acqua (progetto tendopoli). E allo stesso tempo il recupero del nostro patrimonio archeologico, religioso, culturale che era e resta non solo la nostra identità ma soprattutto l’autenticità che ci proietta nel futuro senza perderci nella globalizzazione. La sfida del tempo nuovo, la green economy, lo sviluppo sostenibile che i francesi traducono in modo più chiaro “sviluppo capace di futuro”. Pensate a chi deve qui, in una zona sismica, ricostruire la casa non solo per sé ma per chi verrà dopo. Uno sviluppo sostenibile e il rispetto delle regole qui sono una cosa concreta; 2. Tra tante promesse e poche risorse l’unica certezza per noi è oggi il Fondo di Solidarietà dell’Unione Europea. Ci sarà concesso circa mezzo miliardo di euro secondo le regole stabilite per affrontare disastri come il nostro. L’Europa. Per noi negli anni scorsi è stata la meta, la speranza, l’unica missione che il Paese ha compreso e realizzato con sacrifici, contro ogni previsione. Oggi l’Europa segna una battuta di arresto ma la sua maggiore forza deve tornare ad essere una priorità della nostra agenda. Per avvicinarsi sempre più al sogno di un Governo mondiale del Manifesto di Ventotene. Con l’Europa che qui è una cosa concreta; 3. In un piccolo borgo delle nostre montagne gli immigrati sono molti. Ci hanno sostituito in tanti lavori. Alcuni di essi, la notte del 6 Aprile si sono distinti per altruismo ed eroismo: dopo essere riusciti a salvarsi si sono lanciati nei soccorsi dei loro concittadini intrappolati nelle macerie. Ci è utile anche questo per ragionare laicamente di migrazioni, di politica di accoglienza ed integrazione, di sicurezza e di fermezza verso chi delinque. Legalità ed umanità verso un’immigrazione che qui è una cosa concreta; o Per ripartire dovremo innanzitutto togliere milioni di metri cubi di macerie. Ma sono crollati anche edifici che non avrebbero dovuto. L’immagine delle macerie del Palazzo del Governo sono emblematiche e hanno fatto il giro del mondo. Il crollo delle Istituzioni. Come nella lunga transizione storica che inizia con tangentopoli e l’implosione delle Istituzioni e prima ancora con la stagione dell’indebitamento e dell’irresponsabilità pubblica. Ancora oggi siamo a quelle macerie e al loro prodotto: Berlusconi e l’autoritarismo antipolitico. A volte le macerie sono solo spazzatura e le vicende di Palazzo Grazioli ne danno un buon esempio. Togliere le macerie quindi e restituire credibilità alle Istituzioni, unico cemento duraturo della società. Per questo bisogna ristabilire il giusto equilibrio tra poteri, tra giustizia e politica, respingendo gli attacchi alla magistratura senza cedere al giustizialismo. Le parole del Presidente Napolitano all’Aquila il 9 Aprile sono state “Nessuno è senza colpa”: un monito che non vuole assolvere tutti ma che ci aiuta a pensare alle cause oltre che ai colpevoli. Perché la ricerca della verità qui è una cosa concreta; o Ma non bisogna solo restituire un tetto agli aquilani. Bisogna restituire loro un progetto di vita, un lavoro, la scuola. Riaccendere il motore dell’economia. Ridare vita all’Università. Qui c’erano 30000 studenti universitari, una città di giovani, il terremoto dei giovani. Perché le nuove generazioni, in questo Paese, sono sicure solo nella casa dei propri genitori. Fuori da casa sono fragili ed esposti, insicuri e precari, poveri di prospettive. Se poi sono bravi studenti potrebbero aver diritto ad una stanza nella casa dello studente… Questa è la nostra cura del futuro, questa è la realizzazione pratica di una scelta strategica: investire sulla conoscenza e sulla ricerca. Qui non si raccontano più balle e l’Università è una cosa concreta; • L’ultima ricerca del Censis denuncia una “società del casting”, una poltiglia valoriale fatta di “egomostri”. Uno dei dati è che dal 2000 in circa 165000 di tutte le età hanno partecipato ai provini del Grande Fratello. Alcuni con motivazioni straordinarie come “sarei molto utile perché sono portato a metter pace, a unire le persone, non a caso di mestiere faccio il saldatore”: questo va ingaggiato al Pd. Oppure: “ho un ristorante a cuneo e ho fabbricato 7000 pizze gratis per i terremotati dell’Aquila”. L’immagine è un’Italia persa, rassegnata alle macerie culturali, appunto, del berlusconismo. Però c’è anche un’altra Italia, quella che abbiamo visto noi qui: ad esempio quella dei volontari. Solo quelli della protezione civile in Italia sono oltre un milione e mezzo. Poi ci sono i dipendenti dello Stato, delle forze dell’ordine e di polizia. Ci sono i vigili del fuoco. Ci sono gli operatori dell’informazione che continuano a raccontare con onestà la nostra storia. Ci sono i tanti che hanno inviato aiuti e sostegno. Potrebbe essere che questa Italia emerge solo nei momenti difficili. Oppure siamo noi che negli altri momenti dimentichiamo che questa Italia esiste e che a partire da essa possiamo cambiare l’intera società. Non sono tutti chiusi nel proprio individualismo; c’è anche una comunità solidale che qui è una cosa concreta; • Per affrontare questi concreti terreni di sfida abbiamo diritto ad una politica dignitosa, laica, libera da ogni condizionamento. Per questo serve il Pd, a patto che sia un partito vero che non si proponga di fare surf sulla realtà ma di cambiarla profondamente e che, per fare questo, si dia un’identità, un progetto, una leadership autorevole. • Un partito forte con regole chiare. Un partito fatto di persone libere che non si identificano solo per una provenienza o per l’adesione ad un gruppo di potere. In tanti qui vengono da esperienze diverse, hanno diverse sensibilità e sosterranno diverse mozioni. Sono qui non per semplice spirito unitario o per paura della competizione. Voglio dirlo a Dario Franceschini: la competizione arricchisce come giustamente hai detto se nei territori poi no si traduce in una conta tra correnti personali ma un confronto democratico tra idee animato da persone libere che non sono costrette a piegare il loro pensiero a logiche che non gli appartengono. Persone libere che abbiano spazio per esprimere il loro pensiero e il loro dissenso in un partito che poi però abbia un senso, una direzione chiara che impegni tutti; • Fare questo aiuterebbe già a fare un bel pezzo di strada verso il rinnovamento, questa parolaccia della quale se n’è tanto parlato stufando tutti prima ancora di averlo fatto. Voglio dire a Pierluigi Bersani intanto che mi è simpatico (spero di non danneggiarlo) e poi che a me capita spesso nelle riunioni di sentir dire da amministratori a vario livello (ma la cosa potrebbe riguardare tutti quelli che hanno avuto ruoli importanti di governo nazionale o di direzione politica): “il partito avrebbe dovuto fare e dire…”, come se fosse stata una cosa diversa da loro. Delle volte ho l’impressione che sia più afferrabile la categoria “cravatta” della categoria “partito”. Mi piacerebbe un partito un po’ più capace di autocritica e un po’ meno autolesionista. Ad Ignazio Marino (o Civati che è qui con noi) vorrei dire che mi piacerebbe anche un partito che coltivi la complessità, che faccia la fatica di tessere insieme. Non un partito del “ma anche” MA NEANCHE un partito manicheo. Insomma un partito che abbia qualche certezza in più ma che non rinunci del tutto a coltivare il dubbio. Una casa democratica insomma, agibile e antisismica, per una comunità che abbia una missione, intorno alla quale costruire alleanze politiche e sociali. Io ho a cuore questo: La rivoluzione ecologica, l’Europa, l’integrazione; La credibilità delle Istituzioni, l’economia della conoscenza, la riforma della società; Un partito democratico laico, forte e rinnovato. Tre terreni di sfida per il mondo, tre per il Paese, tre per il Pd. 3.33 come il minuto dopo l’ora del terremoto, cioè come nel tempo nel quale tutti siamo chiamati a vincere la paura e rimettere in piedi la città.
25 luglio 2009
La mia intervista al Centro (pubblicata oggi) in occasione del g1000
Pd, big e giovani a confronto L’Aquila, assemblea del «G1000» con Franceschini e Bersani. di Antonio De Frenza
L’AQUILA. Ci saranno tre dei quattro candidati alla segreteria nazionale del Pd all’assemblea del «G1000», l’a ssise voluta dal segretario provinciale Michele Fina per fare il punto su due ricostruzioni: quella dell’A quila, distrutta dal terremoto, e quella dell’Italia, «distrutta», dice Fina, «dal berlusconismo e dall’antipolitica che è l’altra faccia del berlusconismo». Oggi alle 14 i democratici del G1000 si danno appuntamento nella sala delle conferenze Carispaq in via Strinella 88 con il segretario nazionale Dario Franceschini, con Pierluigi Bersani, Mario Adinolfi, Giuseppe Civati e tanti altri. Farà gli onori di casa Fina, segretario provinciale.
Segretario Fina, da dove nasce l’idea del G1000? «Nasce da Torino il 27 giugno, all’assemblea dei “ piombini”. Lì ho lanciato l’idea del G1000. Ho detto: venite a discutere all’Aquila, dove il paese appare più ferito e da dove si può vedere meglio l’intero paese. I candidati segretari hanno subito accettato, ma ci saranno anche i nuovi esponenti del Pd, che non sono persone inventate ma persone impegnate ogni giorno anche se non fanno titoli sui giornali: Vinicio Peluffo, Francesco Verducci, Enzo Amendola, Valentino Valentini, giovani ricercatori come Maria Teresa Altorio e Roberto Aloisio».
Parlerete naturalmente di terremoto. «Solo la mattina con Franceschini che incontrerà gli amministratori e farà una conferenza stampa. Nel pomeriggio vogliamo proporre un confronto sulle idee e sul Pd. Qui ci sarà una generazione democratica che vuole andare oltre le provenienze, oltre le correnti e le logiche di potere, meccanismi che rischiano di sclerotizzare il partito. Io mi sono iscritto nel Pds nel ’95 quando nel partito c’era il duello Veltroni-D’Alema. Siamo nel 2009 e nel partito stiamo discutendo ancora del duello tra D’Alema e Veltroni. È come se noi all’Aquila invece di rimuovere le macerie e pensare a ricostruire rimanessimo sempre con le macerie per strada a discutere di chi è la colpa. Dobbiamo fare un progetto per un paese nuovo mettendo insieme le migliori energie. Ecco perché lo abbiamo chiamato G1000, perché tutti saranno protagonisti».
Per la segreteria nazionale lei appoggerà Franceschini o Bersani? «Non ho ancora deciso».
Però la danno con Franceschini. «Da ex Ds mi fa piacere, perché ho l’impressione che in questa regione tutti gli ex Ds stanno con Bersani e tutti gli ex Margherita con Franceschini. Mi pare che ci sia stato una sorta di richiamo della foresta. Una cosa che non ci aiuta».
Correrà per la segreteria regionale? «Non ho partecipato alla discussione sulla segreteria e non ho dato la disponibilità: credo che il gruppo dirigente aquilano sia chiamato a dedicare tutte le energie disponibili per superare l’emergenza terremoto e poi per la ricostruzione».
23 luglio 2009
la beffa!
"Si chiede ai cittadini di restituire dal prossimo Gennaio le tasse quando ancora vivono nelle tende o lontano da casa, mentre l’economia del territorio è ferma e nonostante in eventi sismici avvenuti in altre Regioni questo rimborso è stato richiesto molti anni dopo il sisma"
22 luglio 2009
g1000 abbiamo un logo

22 luglio 2009
Cattivi suggeritori...
Rudy è un giovane e bravo giornalista di Europa che in questi mesi è stato vicino all'Aquila. Forse però ha qualche cattivo o malevolo suggeritore: http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/112008/michele_fina 1) mi sono visto così tanto in tv? Pensavo solo nelle iniziative di partito organizzate da me... Spero almeno di essere venuto bene; 2) il problema delle macerie è una cosa seria e non bisogna confondere o disinformare. La polemica di questi giorni interna al Comune dell'Aquila riguarda competenze di gestione che non attengono alla Provincia. Il mio Assessorato ha fatto tutto quello che doveva in termini di indirizzo e coordinamento. In particolre richiamo le seguenti linee guida: http://www.provincia.laquila.it/Inside.aspx?PageID=266 http://www.provincia.laquila.it/Inside.aspx?PageID=279 http://www.provincia.laquila.it/Inside.aspx?PageID=280 3) per essere bocciati bisognerebbe almeno partecipare agli esami... 4) cederei volentieri "l'opportunità" e il terremoto insieme a chiunque volesse prenderseli 5) sabato all'Aquila proveremo a dire che c'è il Pd oltre le provenienze e le correnti, non che ci sono io (notizia rincuarante per me ma credo poco interessante per il popolo)
21 luglio 2009
Obama inedito! Autografa "L'Audacia della speranza" all'Aquila
Qui il video inedito di Obama che autografa "L'Audacia della speranza" all'Aquila
Come ho raccontato , ho avuto l'opportunità di essere presente durante la visita di Barack Obama all'Aquila.
Ho chiesto al Prefetto Tronca e ai vigili del fuoco di poter avere la parte di filmato nella quale il Presidente Obama autografa il libro "L'Audacia della speranza" che, con un po' di fatica, riesco a mostrargli.
Di questo bel ricordo sono davvero grato ai vigili del fuoco.
|